ASPETTATIVA DI VITA DOPO CHIRURGIA BARIATRICA: UNO SVANTAGGIO (IR)RECUPERABILE?

2 Commenti

Inquadramento del problema

L’obesità determina aumento della mortalità, con riduzione dell’aspettativa di vita fino a 20 anni in alcuni studi (1). La chirurgia bariatrica, al momento, è la terapia più efficace e duratura per l’obesità grave. Uno studio svedese con follow-up di 10.9 anni descriveva una riduzione di mortalità del 29% nei pazienti sottoposti a chirurgia bariatrica rispetto a pazienti di pari caratteristiche non operati (2). Recenti evidenze, tuttavia, mostrano che, rispetto a soggetti sani non obesi, nei pazienti affetti da obesità grave persiste un aumento di mortalità anche dopo il calo ponderale ottenuto con la chirurgia bariatrica (3). Un recente studio (4) affronta nel dettaglio questa tematica: l’attesa di vita di pazienti affetti da obesità grave sottoposti a chirurgia bariatrica rispetto a un gruppo di pazienti di pari caratteristiche trattati con terapia standard e a un gruppo di soggetti non obesi tratto dalla popolazione generale.

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    carmelacoccaro@yahoo.it · 1 mesi fa
    Caro collega, grazie per il commento e per le interessanti considerazioni. Ci sentiamo di concordare con le tue conclusioni: la chirurgia metabolica deve entrare a far parte sempre di più dell'armamentario dei centri di cura dell'obesità e dei centri diabetologici. Siamo convinti che questo vada implementato e l'AME sta portando avanti un progetto culturale sull'obesità in modo che questo strumento possa essere utilizzato sempre di più e con maggiore efficacia. Un caro saluto
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    dangelo.massimo@virgilio.it · 3 mesi fa
    alcune considerazioni:1) la condizione di insulina resistenza che spesso è caratteristica dell'obesita' addominale, deve essere sempre valutata dosando glicemia ed insulina e quantificata, considerando che di per se' questa condizione è in grado di determinare un marcato aumento del rischio cardio vascolare, trombotico, di danno d'organo( reni, cuore, cervello, polmone ecc...) e di moratlita' per tutte le cause.2)deve essere sempre valutata la familiarita' per patologia diabetica tipo 2, considerando che in questo caso la condizione di insulino resistenza è affiancata a maggiore tendenza ad apoptosi delle beta cellule( in cui il fattore genetico è predominante), e quindi puo' essere considerata una condizione di DIABETE TIPO 2 SUB CLINICO3)escludere sempre condizioni di obesita' secondarianel caso i tre punti siano presenti( insulino resistenza selettiva, familiarita' diabete tipo 2, assenza di obesita' secondaria), in assenza di riuscire ad affiancare un cambiamento dello stile di vita ad un trattamento con insulino sensibilizzanti ed incretine, allo scopo di modificare il metabolismo ed il fenotipo del soggetto, a questo punto, credo che la chirurgia bariatrica, o meglio, METABOLICA, non sia solo un opzione , ma una modalita' terapeutica indispensabile ed urgente. per tale motivo credo che una possibilita' di valutazione del chirurgo bariatrico, deve essere sempre disponibile in un centro diabetico o del controllo del peso e del metabolismo intermedio